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Conversione termochimica

La conversione termochimica dell’energia presente nelle biomasse vegetali può essere ottenuta con diversi processi, quali combustione, pirolisi e gassificazione.

Combustione
Da un punto di vista termodinamico è un processo di conversione dell’energia chimica del combustibile (biomasse) in calore.
Il calore si genera grazie alla reazione di ossidazione del carbonio in presenza di ossigeno secondo la reazione:

C + O2 = CO2 + calore

L’energia ottenibile dalla combustione della biomassa è espressa dal suo potere calorifico inferiore. E’ fondamentale il contenuto di umidità delle biomasse utilizzabili come combustibile (arboree ed erbacee poliennali) perché se elevato può renderne sconveniente l’impiego.

Processo di combustione di biomasse lignocellulosiche (da L’Informatore Agrario, modificato)

Pirolisi
E’ un processo di conversione termochimica della materia organica, chiamata anche distillazione a secco, che si basa sulla trasformazione della biomassa a opera del calore in forte carenza di ossigeno. La pirolisi si può applicare a qualsiasi materiale organico purché a basso contenuto di acqua (<15%). Il materiale viene portato a temperature comprese tra 200 e 1000°C immettendo, talvolta, opportune quantità di ossigeno che consentono l’innesco di una parziale combustione che porta ad un aumento della temperatura. Come risultato finale si ottengono prodotti gassosi, liquidi e solidi in percentuale dipendente dai parametri di reazione.
Si sono sviluppati tre tipi di pirolisi:

  • Pirolisi Lenta ottenuta con temperature inferiori a 600°C e un lungo periodo di permanenza a tali temperature.
    Il prodotto principale ottenuto è un carbone da legna che rappresenta circa il 30% della sostanza secca iniziale;
  • Pirolisi Veloce ottenuta con temperature tra 500 e 600°C. Si hanno prodotti gassosi che raggiungono l’80% del peso iniziale;
  • Flash Pirolisi con temperature sui 650°C e tempi di permanenza molto ridotti, inferiori ad 1 secondo, per ottenere un 60% di prodotti liquidi.

Gassificazione
E’ un processo fisico-chimico per mezzo del quale si trasforma un combustibile solido (legno, biomasse vegetali in genere) in un combustibile gassoso. Il processo consiste in un’ossidazione incompleta dei composti carboniosi portati ad elevata temperatura (circa 1000°C) in ambiente carente di ossigeno. Il gas ottenuto, chiamato syngas, può essere utilizzato direttamente per alimentare motori a combustione interna utilizzabili per la produzione di energia elettrica. Il syngas è una miscela di azoto, metano, idrogeno, monossido di carbonio ed altri gas.
Dalla gassificazione delle biomasse legnose si può ottenere, a costi relativamente bassi, l’idrogeno da utilizzare, per esempio, nelle celle a combustibile.
 

Informazioni aggiuntive:
 
  Guida energia dal legno
 
  Dossier caldaie a biomassa
 
 

 
 


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